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La comunicazione visiva, nella sua essenza più pura, è ciò che percepiamo attraverso la vista e che veicola un messaggio. Pensiamo alla segnaletica stradale, alle etichette di un prodotto, o a un'infografica che semplifica dati complessi. Quando questo processo di percezione visiva viene progettato in modo intenzionale, con uno scopo ben preciso, allora entriamo nel campo del Visual Design, o Progettazione Visiva. Il ruolo cruciale del graphic designer, quindi, è quello di massimizzare la chiarezza di questo messaggio, agendo come un filtro intelligente. Egli deve neutralizzare i "rumori" ambientali, superare le barriere sensoriali, psicologiche o culturali che ogni ricevente porta con sé, e assicurarsi che l'informazione arrivi in modo efficace.
Le funzioni di un messaggio visivo sono molteplici e potentissime. Può connetterci emotivamente con un'idea o una causa, informarci dettagliatamente attraverso immagini e grafici, divertirci, influenzare le nostre decisioni, o semplicemente soddisfare un'esigenza pratica quotidiana. Un esempio illuminante di questo potere è il celebre poster "I want you for U.S. army" di James Montgomery Flagg, creato nel 1917. Il dito puntato dello Zio Sam interpella direttamente lo spettatore, creando un senso di urgenza e responsabilità personale. Negli anni '60, questo stesso poster venne reinterpretato in chiave critica, utilizzato per protestare contro la guerra del Vietnam con uno slogan pungente come "End Bad Breath", trasformando l'icona patriottica in un simbolo di dissidenza.
Herb Lubalin, maestro del lettering, ci dimostra come le parole stesse possano diventare illustrazione e veicolare messaggi potenti. Nel 1972, progettò un manifesto contro la guerra che recitava: "La prossima guerra non determinerà ciò che è giusto ma ciò che rimane", associando questa frase a immagini disturbanti di scarafaggi, evocando un futuro apocalittico e desolato. Parallelamente, artisti come Barbara Kruger hanno focalizzato la loro opera su una critica sociale e sui diritti femminili, utilizzando un linguaggio visivo immediato e incisivo. Le sue fotografie in bianco e nero, il font Futura e le bande rosse con slogan diretti creano un impatto visivo potente e inequivocabile.
Tibor Kalman, curatore della rivista Colors per il marchio Benetton, ha esplorato il concetto di uguaglianza globale attraverso un layout bilingue e un uso intelligente dei loghi. Noma Bar, con la sua illustrazione basata sulla sottrazione e la sintesi iconica, ci mostra come l'essenzialità possa comunicare più di mille dettagli. La sua rappresentazione del burqa attraverso la silhouette di un cartello stradale, per esempio, è un esempio di come poche linee possano evocare concetti complessi e sollevare interrogativi.
Il ruolo dell'etica nella progettazione visiva è stato teorizzato da Alvin Lustig, che sosteneva fermamente che il lavoro del graphic designer non possa mai essere veramente neutrale. Deve necessariamente assumere una posizione, un punto di vista etico e sociale definito, influenzando così la percezione e le azioni di chi osserva. Questo principio si lega intrinsecamente alla necessità di un ordine visivo e di standard grafici che semplifichino la nostra interazione con il mondo circostante.
I sistemi di segnaletica e infografica nascono proprio con l'obiettivo di introdurre ordine visivo e semplificare la fruizione degli spazi urbani e delle informazioni complesse. Pensiamo alla mappa schematica della metropolitana di Londra, un progetto rivoluzionario di Henry Charles Beck. Beck rinunciò alla precisione geografica a favore di un diagramma geometrico, mantenendo solo il fiume Tamigi come riferimento topografico, rendendo il sistema incredibilmente intuitivo.
Jock Kinneir e Margaret Calvert, creatori del moderno sistema di segnaletica stradale britannica, hanno condotto studi scientifici sui contrasti cromatici e sui caratteri tipografici per garantire la massima leggibilità in velocità. I loro test hanno rivelato un dato sorprendente: la scrittura in minuscolo è più leggibile di quella in maiuscolo. Questo tipo di ricerca meticolosa è fondamentale per la sicurezza e l'efficienza della comunicazione pubblica.
Bob Noorda e Massimo Vignelli, nel 1966, svilupparono il sistema di segnaletica per la metropolitana di New York, introducendo l'uso delle lettere per identificare le linee, una palette cromatica rigorosa e scritte applicate a mano con trasferimento tipografico. Un altro pioniere, Richard Saul Wurman, è stato un fautore dell'architettura dell'informazione, focalizzato sulla comprensibilità dei dati complessi. È stato fondatore delle conferenze TED e autore di guide accessibili e intuitive.
La progettazione di caratteri tipografici è un altro campo fondamentale, con figure come Matthew Carter, che ha creato font ottimizzati per lo schermo e la stampa complessa, come Verdana e Georgia. Anche Deborah Adler, con il suo sistema per il packaging dei farmaci da banco per Target, ha dimostrato come il design possa migliorare la sicurezza quotidiana, utilizzando anelli colorati per evitare lo scambio di medicinali tra i membri di una famiglia.
L'uso della linea come elemento indicatore visivo, teorizzato da Ladislav Sutnar nel 1945, è un principio fondamentale per guidare l'occhio del lettore. Sistemi come il codice a barre UPC, sviluppato da Woodland e Silver e perfezionato da George Laurer, e il Pantone Matching System del 1963, ideato da Lawrence Herbert, hanno creato standard universali per la gestione delle informazioni e del colore. Pensiamo anche all'etichetta nutrizionale standardizzata "Nutrition Facts", progettata da Burkey Belser per la FDA americana.
Passando all'intrattenimento e alla regia, Armando Testa ha rivoluzionato il cartellonismo italiano con ironia e sintesi visiva geometrica. Ha trasformato prodotti comuni in personaggi animati, come nelle campagne per Esselunga. Paul Rand e Landor Associates, con il loro celebre logo FedEx, hanno dimostrato la potenza dello spazio negativo, nascondendo una freccia dinamica tra le lettere 'E' e 'x'.
Saul Bass ha trasformato i titoli di testa cinematografici in opere di graphic design autonome, capaci di sintetizzare il concept di un film, come nel manifesto e nella sigla per "Shining" di Kubrick. George Lois, invece, ha ideato le storiche e provocatorie copertine della rivista Esquire negli anni '60. Christoph Niemann, con i suoi disegni domenicali, interagisce ironicamente e surreali con oggetti reali, creando connessioni inaspettate.
Il movimento Arts and Crafts, nato in Inghilterra tra il 1880 e il 1910, fu una reazione estetica e politica all'industrializzazione. I suoi principi fondamentali, promossi da Ruskin e Morris, enfatizzavano il ritorno all'artigianato manuale, l'onestà dei materiali, la democratizzazione della bellezza e il lavoro come gioia. L'estetica del movimento si ispirava al Medioevo, con motivi stilizzati, linee semplici e palette cromatiche terrose.
Tra i progetti manifesto di questo movimento ricordiamo la Red House di William Morris e la Kelmscott Press, una casa editrice dedicata ai libri stampati a mano. In Italia, fino agli anni '30, la figura del grafico professionista non esisteva; la progettazione era affidata a pittori, architetti o stampatori. Il manifesto pubblicitario era il mezzo di comunicazione di massa per eccellenza, promosso da riviste come "Italia Ride" e "Emporium".
Lo stile grafico italiano si distingueva per composizioni più piatte, dove il personaggio o il prodotto occupava gran parte dello spazio visivo, con campiture nette e assenza di sfumature realistiche. Adolf Hohenstein, direttore artistico delle Officine Cromolitografiche Ricordi, fu un massimo esponente del Liberty italiano, con uno stile colto e teatrale. Leopoldo Metlicovitz introdusse una caratteristica bordatura grafica definita, come si vede nel manifesto del film "Cabiria".
Marcello Dudovich, cartellonista per grandi industrie come Campari e Fiat, eliminò i dettagli naturalistici a favore di ampie campiture piatte. Aleardo Terzi, influenzato dall'Art Nouveau inglese, introdusse animali-mascotte ironici nei manifesti pubblicitari. Leonetto Cappiello è considerato lo spartiacque del manifesto moderno, rompendo con il Liberty e introducendo figure espressive isolate su sfondi uniformi.
La Scuola di Glasgow, con i "Quattro" (Charles Rennie Mackintosh, Margaret Macdonald, Frances Macdonald e James Herbert MacNair), sviluppò un concetto di "arte totale", applicato dall'architettura al design d'interni. Il loro stile, criticato come "spettrale", era caratterizzato da figure umane allungate, linee geometriche accostate a curve delicate, simbolismo celtico e colori soft. La loro influenza sulla Secessione Viennese è stata profonda.
Kolo Moser, co-fondatore della Secessione Viennese, esplorò l'ambiguità geometrica tra positivo e negativo, anticipando le teorie della Gestalt. Nei suoi manifesti maturi, abbandonò l'ornamento naturale a favore di rigorose strutture geometriche. Le avanguardie storiche, come l'Espressionismo, interpretarono la grafica come un gesto manuale diretto dell'autore, con tratti xilografici rigidi e forti contrasti chiaroscurali.
Il Futurismo, con Filippo Tommaso Marinetti e le sue "Parole in libertà", distrusse la sintassi classica, impaginando il testo secondo criteri fonetici e dinamici. Le riviste del movimento adottarono layout asimmetrici e linee-forza. Il Dadaismo introdusse il concetto di caso e di non-senso, sviluppando il fotomontaggio e il collage politico con artisti come John Heartfield, Hannah Höch e Raoul Hausmann.
Le avanguardie russe, come il Suprematismo e il Costruttivismo, misero la grafica al servizio dello Stato dopo la Rivoluzione del 1917. El Lisitzky creò manifesti geopolitici e impaginò libri strutturandoli visivamente come rubriche telefoniche. Alexander Rodchenko introdusse frecce vettoriali, prospettive diagonali e forti contrasti bicolore per guidare l'ordine di lettura.
Il movimento De Stijl, fondato da Theo van Doesburg e Piet Mondrian, si basava sull'uso esclusivo della linea retta, dell'ortogonalità e dei colori primari. La rottura tra i fondatori avvenne con l'introduzione della linea diagonale da parte di Van Doesburg, considerata instabile da Mondrian. Il Bauhaus, fondato da Walter Gropius, rappresenta storicamente la prima scuola strutturata di graphic design e disegno industriale, evolvendosi attraverso i contributi di Johannes Itten, László Moholy-Nagy e Josef Albers.
La Nuova Tipografia del Bauhaus coniò il termine "Tipofoto" per definire l'integrazione tra testo tipografico e fotografia. Lo stile grafico si caratterizzò per layout asimmetrici, l'uso di caratteri sans-serif e l'impiego di filetti neri o rossi. Herbert Bayer progettò il carattere Universal e introdusse, insieme ad Albers, l'eliminazione delle lettere maiuscole per criteri di razionalità.
L'Art Déco, affermatosi dopo l'Esposizione di Parigi del 1925, fonde geometrismi, dinamismo e razionalità. È l'estetica del lusso e della velocità, caratterizzata da strutture a gradiente, andamenti verticali a fontana e figure stilizzate. I caratteri principali includono il linearismo geometrico, la struttura a gradienti e il richiamo all'illuminazione elettrica.
Cassandre, massimo cartellonista dell'Art Déco, applicò rigorosamente le regole della geometria e gli studi sulla psicologia della percezione. Teorizzò che la composizione grafica dovesse risolvere problemi ottici, grafici e poetici simultaneamente. Tra le sue opere celebri, i manifesti per le ferrovie e i transatlantici, e il logotipo per Yves Saint-Laurent.
Fortunato Depero, figura chiave dell'arte pubblicitaria futurista in Italia, esplorò il colore, il carattere e l'illustrazione. Il suo "Libro Bullonato" è un capolavoro dell'editoria d'avanguardia, rilegato con bulloni industriali e caratterizzato da layout dinamici. La sua collaborazione con Campari portò alla creazione di manifesti storici e al disegno della celebre bottiglia conica per Campari Soda.
Il 1933 segna un'evoluzione professionale in Italia, con la coesistenza di caratteristiche Art Déco e ricerca verso l'arte astratta. Il gruppo "Cercle et Carré" a Parigi, fondato da Michel Seuphor e Torres-García, vedeva nel cerchio e nel quadrato simboli di razionalità e sensorialità. L'Astrattismo italiano si riunì intorno alla galleria "Il Milione" di Milano.
Il Surrealismo, fondato da André Breton, si basava sul potere del sogno e sul gioco disinteressato del pensiero, esplorando la mente e l'assenza di controllo. Tecniche come il frottage di Max Ernst, tramite sfregamento su una superficie ruvida, rivelavano forme in chiaroscuro. Lo Studio Boggeri, fondato da Antonio Boggeri, divenne un centro internazionale di grafica modernista in Italia, integrando fotografia e tipografia.
La diffusione della cultura popolare negli Stati Uniti, dopo la depressione del 1929, vide un forte incremento dei consumi. L'Art Déco influenzò la grafica americana degli anni '30, con riviste come Vogue, Vanity Fair e Harper's Bazaar che proposero un'impaginazione sperimentale sotto la direzione di Mehemed Fehmy Agha e Alexey Brodovitch. Quest'ultimo, Art Director di Harper's Bazaar per 24 anni, ricercava contrasto dimensionale, movimento e ritmo.
Lo "Streamlining" americano, emerso dopo il 1933 con la presidenza Roosevelt, divenne l'espressione della modernità, trasferendo la sagoma aerodinamica di mezzi di trasporto su una vasta gamma di prodotti. Anche il settore editoriale visse un cambiamento, con la nascita dei Penguin Books a Londra nel 1935, libri a basso costo che svilupparono un nuovo rapporto tra linguaggio visivo e verbale, anche grazie alla crescente diffusione dei fumetti.
La propaganda di regime e di guerra nei regimi totalitari utilizzò la comunicazione visiva in modo preminente. Simboli come il fascio littorio e la svastica assunsero il carattere di marchi aziendali, con un sistema visivo strutturato come un'immagine coordinata. Nei manifesti inglesi e americani si evidenziarono elementi tecnologici del conflitto. Leo Lionni, grafico della Container Corporation of America, realizzò famosi manifesti in questo ambito.
La grafica europea trovò un nuovo terreno negli Stati Uniti, con mostre come "Bauhaus 1919-1928" al MoMA. Herbert Bayer, incarnando l'ideale del Bauhaus, lavorò a New York occupandosi di allestimenti e grafica pubblicitaria, progettando anche un atlante mondiale con un'impostazione singolare. La sua grandezza risiede nella capacità di abbattere le barriere tra discipline diverse: grafico, tipografo, pittore, fotografo, architetto e designer di mostre.
Alla fine degli anni '50 si iniziò a parlare di "civiltà delle immagini", a indicare la crescente centralità della comunicazione visiva nella cultura di massa occidentale. Il "New Bauhaus" di Chicago, diretto da László Moholy-Nagy, cercò di conferire ai corsi un'impronta di ricerca cinetica, studiando tecnologia, strutture tattili e approcci organici, anticipando l'Optical Art e l'Arte Programmata.
La Scuola Svizzera e lo Stile Tipografico Internazionale, sviluppatosi negli anni '50, si fondano sul principio della neutralità e dell'oggettività visiva del grafico, visto come un architetto della pagina. La rivista "Neue Grafik" divenne l'organo ufficiale di diffusione di questa corrente, che prevedeva il rifiuto assoluto di elementi ornamentali, la strutturazione della pagina tramite griglie modulari, l'uso esclusivo di caratteri sans-serif, layout bilanciati e una severa limitazione cromatica.
Josef Müller-Brockmann, maestro nell'applicazione matematica della griglia, creò manifesti per concerti basati su geometrie astratte e campagne contro l'inquinamento acustico. Richard P. Lohse sviluppò una grafica sistematico-costruttiva basata sul ritmo di testi e colori. Karl Gerstner introdusse variazioni creative e trasparenze all'interno del rigido sistema svizzero. Max Huber rappresentò una fusione tra il rigore svizzero e l'espressività milanese, introducendo caratteri tipografici rotondi o inclinati e molteplici colori brillanti.
Il Modello Ulm, con la Hochschule für Gestaltung fondata in Germania, si concepì come erede funzionale del Bauhaus, focalizzata sul rapporto con il mondo industriale. Il dibattito teorico tra Max Bill, sostenitore della continuità artistica, e Tomás Maldonado, che impose una svolta scientifico-matematica e semiotica, segnò la storia della scuola. Otl Aicher sviluppò uno stile grafico basato sulla massima riduzione formale, l'uso di griglie modulari e linee di spessore uniforme, creando il marchio Braun e i pittogrammi per le Olimpiadi di Monaco 1972.
La grafica italiana del dopoguerra vide una prima generazione di autodidatti, tra cui Albe Steiner, che progettò l'impaginazione del settimanale "Il Politecnico", dimostrando l'efficacia dell'accostamento tra caratteri classici e lineari. Bruno Munari introdusse il gioco, l'ironia e la sperimentazione pedagogica, creando le "Macchine Inutili" e i "Libri Illeggibili". Erberto Carboni curò l'immagine coordinata del pastificio Barilla, progettando un packaging chiuso con un'illustrazione che creava un'illusione di trasparenza.
In Inghilterra, dopo la Seconda Guerra Mondiale, vi fu la necessità di ridisegnare il volto della città. Henry Charles Beck fu il creatore della prima mappa schematica della metropolitana di Londra. Il 1951 fu un anno importante per il rinnovamento grafico con il "Festival of Britain" a Londra. Il manifesto umoristico, con la sua atmosfera ludica e giocosa, si fonda spesso su costruzioni metaforiche e paradossi visivi.
Raymond Savignac, pubblicitario francese, fu uno dei più importanti cartellonisti della seconda metà del Novecento, con uno stile sintetico e colorato. Herbert Leupin è famoso per il suo stile illustrativo fresco e spiritoso, con creazioni per Coca-Cola, Swiss Air e Rolex. Armando Testa, con il suo minimalismo e l'immediatezza delle tag line, è stato un altro protagonista.
AG Fronzoni, con la sua filosofia progettuale radicale, sviluppò una comunicazione basata sul rifiuto del superfluo e sulla riduzione visiva ai minimi termini strutturali, lavorando esclusivamente con bianco, nero e caratteri minuscoli. Giancarlo Iliprandi, autodidatta con una formazione artistica, fu uno dei principali esponenti della Scuola Svizzera in Italia, ottenendo importanti commissioni da aziende come Rai e La Rinascente.
Il Gruppo CNPT, con esponenti della Scuola Svizzera in Italia, include Giulio Confalonieri, Ilio Negri e Michele Provinciali, che hanno contribuito alla grafica editoriale, ai marchi aziendali e alla ricerca fotografica. Pino Tovaglia, partecipando al gruppo di ricerca Exhibition Design, realizzò il marchio della Regione Lombardia. Franco Grignani, con la sua ricerca di nuovi parametri visivi, legò il suo lavoro all'Optical Art e creò il logo di Woolmark.
La grafica editoriale d'avanguardia dei primi anni Sessanta in Europa proveniva dalla scuola svizzera, con riviste come "Du", "Quick" e "Twen". Herb Lubalin stravolse la tradizionale impostazione della pagina, trasformando i testi in immagini e diventando protagonista della "nuova tipografia americana". Nella grafica sociale, la segnaletica stradale e di orientamento acquisirono crescente importanza, con Bob Noorda che creò il sistema segnaletico per la metropolitana di Milano.
Il progetto grafico dal 1969 al 1990 vide il lento declino del manifesto, superato da cinema e televisione, concentrandosi in ambiti culturali e sociali. Milton Glaser, co-fondatore del Push Pin Studio, è celebre per il suo logo "i love ny" e il poster di Bob Dylan, caratterizzato da una grafica figurativa, ironica ed espressionista. Seymour Chwast, anch'egli newyorkese, realizzò la rivista "Push Pin Monthly Graphic" con un disegno al tratto spesso ironico fino al grottesco.
La Pop Art e la Psichedelia degli anni '70 influenzarono la grafica americana, con l'idea che l'uso di droghe favorisse la creatività. La visione psichedelica divenne un terreno di sperimentazione visiva. In Giappone, la grafica del manifesto combina modernità tecnica e interpretazione dell'arte autoctona, con artisti come Yusaku Kamekura, Yokoo Tadanori e Tanaka Ikko che esplorarono forme e colori con valenza etica e sociale.
Fukuda Shigeo, designer apparentemente meno legato alla tradizione, utilizzò un forte approccio ironico vicino allo spirito Zen, giocando con l'umorismo e i paradossi visivi. La generazione di designer olandesi del secondo dopoguerra ereditò un patrimonio eccezionale dai maestri degli anni '30. Wim Crouwel, tra i fondatori del gruppo Total Design, progettò la nuova grafica per lo Stedelijk Museum di Amsterdam, basandosi sulla tensione e sull'equilibrio dell'impaginazione.
La grafica italiana degli ultimi decenni del XX secolo si è diversificata nei suoi intenti e ornamenti. Massimo Vignelli fu un artefice del rinnovamento grafico internazionale, diffondendo la metodologia modernista. Heinz Waibl, membro dell'UniMark, organizzò il suo segno secondo una logica visiva rigorosa, influenzato dalla tradizione svizzero-germanica e dalla passione per il jazz.
Armando Milani, allievo di Albe Steiner, trasferitosi a New York, è una figura internazionale della grafica italiana. Salvatore Gregorietti, inizialmente associato a Massimo Vignelli, si è liberato della lezione della scuola svizzera abbracciando una grafica diversificata. Italo Lupi, esponente di alto profilo, ha lavorato intensamente nel settore editoriale, in periodici come "Zodiac" e "Domus".
Il panorama americano vide l'attività di Raymond Loewy fare scuola, con la nascita di importanti studi di progettazione come Landor Associates, specializzato in marchi e identità aziendali. Primo Angeli Inc., anch'esso con sede a San Francisco, si è distinto nei settori del branding, packaging e servizi multimediali. Nel panorama europeo, Walter Ballmer, maestro svizzero, lasciò un'impronta indelebile nella cultura visiva italiana del dopoguerra con il redesign del logotipo Olivetti.
Roberto Pieraccini, graphic designer, art director e manager della comunicazione, ha firmato progetti di "Corporate Image" per aziende come Olivetti e Italtel. Gert Dumbar fondò lo Studio Dumbar, un'agenzia di design grafico olandese molto influente, il cui lavoro ha plasmato il design internazionale per oltre quattro decenni. L'esempio delle poste olandesi nel 1988 ne dimostra l'impatto.
Modernismo vs Postmodernismo: secondo Jean-François Lyotard, la postmodernità è "l'incredulità nei confronti delle metanarrazioni", mettendo in discussione i grandi scenari del pensiero occidentale come il progresso e la razionalità. La condizione postmoderna è caratterizzata da molteplicità di interpretazioni e relativismo culturale. La differenza nell'approccio al progetto è fondamentale, con il postmoderno che riutilizza forme del moderno scollegandole dal loro messaggio originale.
Wolfgang Weingart, accreditato come "padre" della tipografia New Wave o Swiss Punk, mise in discussione le regole della grafica moderna proposte dalla scuola svizzera. Weingart non eliminò le griglie, ma le alterò introducendo elementi di rottura e disturbi. La California ha conosciuto un impetuoso sviluppo della grafica, con una comunicazione aperta e diretta, erede dello Streamlining e della Pop Art, unita al senso della spettacolarità hollywoodiana.
Caratteri comuni della scuola californiana includono vivacità cromatica, disordine e una vena popolare. Tom Bonauro crea immagini enigmatiche che galleggiano nello spazio astratto, ispirandosi a Dada e Duchamp. Michael Schwab Studio ha realizzato poster, loghi e immagini pubblicitarie per clienti come Nike, Polo e l'Opera di San Francisco.
Gli studi inglesi di graphic design, come Pentagram, fondato nel 1962, sono diventati pratiche consolidate. Pentagram, con sedi a Londra, New York e San Francisco, ha al suo attivo un gruppo di numerosi partner, tra cui Paula Scher, che lavora con lo studio dal 1991. Minale Tattersfield & Partners, fondata dall'italiano Marcello Minale e da Brian Tattersfield, è un'altra agenzia multidisciplinare che ha creato l'immagine coordinata per Harrods e le Olimpiadi di Sydney.
I Pittogrammi e le Nuove Icone hanno assunto un ruolo centrale nella definizione di un sistema di immagini per eventi come le Olimpiadi. Joseph Maria Trias è l'autore del logo e dei pittogrammi dei giochi olimpici di Barcellona 1992. Saunders Design Group, fondato nel 1997, è un'azienda di progettazione grafica e multimediale.
A partire dal 1984, con i sistemi Macintosh, nasce un linguaggio iconico che rappresenta software e funzioni tramite piccole immagini convenzionali. Susan Kare, designer statunitense, ha realizzato molti degli elementi dell'interfaccia grafica del primo Mac negli anni '80. La rivoluzione digitale, tra gli anni Ottanta e Novanta, vide riviste come laboratori per l'elaborazione di nuovi linguaggi, con la diffusione del desktop publishing.
Neville Brody, esponente della new wave britannica, progettò copertine per i Cabaret Voltaire e divenne art director di "The Face". Nel 1990 partecipò al progetto FontShop, progettando caratteri che sperimentavano con le possibilità offerte dal mezzo digitale. Nel 1984, Zuzana Licko e Rudy Vanderlans fondarono la rivista "Emigre", esplorando le potenzialità grafiche del primo Apple Macintosh e progettando caratteri.
La rivista "Emigre" si scontrò con le opinioni di rappresentanti del design moderno americano, come Massimo Vignelli, che definì la rivista "spazzatura". Nel 1991, Oliviero Toscani, incaricato da Benetton, contattò Tibor Kalman per creare la rivista "Colors", con l'obiettivo di promuovere l'immagine multiculturale dell'azienda.
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